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Lunedì, Settembre 06, 2010
   
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Comune di Nuvolera

Prevenzione primaria

Si parla di Prevenzione Primaria per indicare un insieme di provvedimenti sanitari che hanno lo scopo di prevenire le malattie, impedirne l’evoluzione, o limitarne l’insorgenza nelle collettività.

La prevenzione si rivolge sia alle malattie infettive, sia a quelle non infettive.

La prevenzione applicabile alle malattie infettive si basa sull’interruzione della catena di contagio e di trasmissione, sulla bonifica ambientale attraverso l’eliminazione dei fattori adatti alla proliferazione dei microrganismi patogeni ed infine, sulla vaccinazione della popolazione (immunizzazione). Tali provvedimenti, da adattare alle specifiche caratteristiche degli agenti causali e delle patologie, rappresentano a tutt’oggi la più efficace via di riduzione delle malattie infettive.

La prevenzione applicabile alle patologie non infettive si basa sull’individuazione dei fattori di rischio attraverso:

1. Una corretta alimentazione

Un'alimentazione sana e bilanciata prevede una varietà di cibi e presenza di tutte le sostanze nutritizie necessarie per mantenersi in buona salute (proteine, sali minerali e vitamine, carboidrati, grassi). Si ricordi che la quantità e la qualità dei cibi da assumere ogni giorno varia da una persona all'altra in base all'età, al sesso e al tipo di attività svolta.

Un'alimentazione ricca soprattutto di frutta, verdura e con un adeguato contenuto di cereali e legumi protegge dalla comparsa di diverse patologie (alcuni tipi di tumori e malattie cardiovascolari) poiché svolgono un'azione protettiva prevalentemente di tipo antiossidante, rallentando i processi d’invecchiamento e quelle reazioni ritenute all'origine di diversi tumorali.

2. Un'attività fisica

Una buona attività fisica riduce i fattori di rischio di numerose malattie perché aiuta a equilibrare i valori della pressione arteriosa e del colesterolo e contribuisce a tenere sotto controllo l'aumento di peso e a prevenire l'obesità.

La ragione è semplice: il movimento muscolare quotidiano contribuisce a bruciare zuccheri, grassi e proteine introdotti con l'alimentazione. E’ accertato che l'esercizio fisico, favorisce il benessere psicologico attraverso la riduzione dell’ansia, la depressione e il senso di solitudine.

3. Non abusare con il consumo di alcol

L'alcol è uno dei principali fattori di rischio per la salute e il benessere degli individui. E' una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena, che può indurre dipendenza e provocare seri danni al fegato e al sistema nervoso centrale. Si calcola che nell'Unione Europea ogni anno l'alcol è responsabile della morte di 195.000 persone per malattie alcol correlate (cirrosi epatica, patologie neuropsichiatriche, depressione e cancro) e per incidenti stradali, suicidi e omicidi.

Il consumo di alcol può incidere anche sull'aumento di peso perché apportano 7 calorie per grammo. L'abuso di alcol è dannoso per tutti tuttavia, i giovani (al di sotto dei 16 anni di età), le donne e gli anziani sono in genere più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche dell'uomo adulto, a causa di una ridotta capacità del loro organismo di metabolizzare l'alcol.

In Italia si stima che la mortalità alcol-correlata rappresenti il 6,23% del totale di tutte le morti maschili e il 2,45% del totale di quelle femminili nella popolazione superiore ai 20 anni.

In gravidanza e durante l’allattamento è bene non bere alcol poiché l’alcol attraversa la placenta e arriva al feto oppure arriva al bambino attraverso il latte materno.

4. Non fumare o smettere immediatamente

Il fumo di tabacco è la prima causa di morte facilmente evitabile. Provoca più decessi di alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. Quasi 5 milioni di persone nel mondo e circa 80.000 in Italia muoiono ogni anno a causa di malattie fumo-correlate. Il fumo di tabacco incide sulla durata della vita media oltre che sulla qualità della stessa: 20 sigarette al giorno riducono di circa 4-6 anni la vita media di una persona che inizia a fumare a 25 anni.

Si stima che su 1.000 maschi adulti che fumano 250 saranno uccisi dal tabacco per patologie a esso correlate. Il fumo è una causa nota o probabile di malattie, tra le quali cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie.

Inoltre, ha un effetto negativo sul sistema riproduttivo di entrambi i sessi, incidendo sia sulla sessualità e sia riducendo la fertilità. La gravità dei danni fisici dovuti all'esposizione, anche passiva, al fumo di tabacco, è direttamente influenzata dall'età d’inizio, dal numero di sigarette giornaliere, dal numero di anni di fumo e dall'inalazione più o meno profonda.

Dentro una sigaretta bruciano più di 4.000 sostanze chimiche, oltre al tabacco.

Tra le più pericolose c'è il catrame che contiene sostanze cancerogene che si depositano nel polmone e nelle vie respiratorie; l'ammoniaca, l'acetone, la formaldeide e tante altre sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, che favoriscono infezioni, bronchite cronica ed enfisema. La nicotina, inoltre, è una sostanza che influenza il sistema cardiovascolare e nervoso e induce dipendenza.

Nuvolera, 18 ottobre 2009

Dr. Ernesto Giacò
Assessore Sanità, Igiene, Servizi alla Persona
Rapporti Istituzionali con Enti Vari, Personale
Membro C. di A. Azienda Speciale Consortile ambito 3 – Brescia est

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