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Venerdì, Settembre 10, 2010
   
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Comune di Nuvolera

La zanzara tigre: lotta e prevenzione

La zanzara tigre (nome scientifico: Aedes Albopictus) è un insetto originario dell'Asia sud orientale ed è presente da alcuni anni in molte città della Penisola. 

La prima segnalazione in Italia risale al 1990 a Genova e pare che le prime colonie si formarono attraverso l'importazione di pneumatici usati all'interno dei quali vi erano deposte delle uova. La sua comparsa fuori dai luoghi d'origine è avvenuta prima negli Stati Uniti, in Messico e Brasile, poi in Europa (Albania e Italia): è un insetto dotato di una straordinaria capacità di adattamento ad ambienti completamente diversi da quelli originari.

A differenza della zanzara comune, la “tigre” è molto aggressiva ma più piccola, e si caratterizza per una tipica striatura sulle zampe e sul corpo. Il comune il fatto che è solo la femmina che pungendo, nutre col sangue le uova che porta in grembo. La puntura provoca pomfi più grandi e dolorosi rispetto alla zanzara nostrana, cosa che rende facile l'individuazione.

Subito dopo la puntura, la zanzara richiede una piccola quantità di acqua per depositare le uova: vanno bene tombini, sottovasi, annaffiatoi, teli di nylon, pneumatici abbandonati purché possano contenere acqua stagnante. Le uova, deposte sulla superficie dell'acqua, una volta sommerse in seguito a pioggia o annaffiatura si schiudono ed escono le larve che in una settimana diventano adulte e si alzano in volo: sono già diventate zanzare adulte.

Ciclo vitale

La zanzara tigre è vitale, con variazioni dovute al clima, tra maggio e ottobre. In autunno la femmina depone delle uova dette "di resistenza", che sono in grado anche di ibernare, superando inverni rigidi con temperature inferiori a - 5 °C. Solo le uova sopravvivranno all'inverno per schiudersi la primavera successiva non appena le condizioni saranno favorevoli: abbondanza di piogge, temperatura minima non inferiore a +10 °C e circa 13 ore di luce del giorno.
Durante la stagione calda, le femmine depongono le uova sulle pareti verticali di contenitori di acqua anche di piccole dimensioni e queste si schiudono non appena sono sommerse dall'acqua. Dalle uova escono le larve: a temperature medie di 25 °C e in acqua stagnante profonda anche solo pochi centimetri, le larve completano lo sviluppo dando origine alle pupe, dalle quali, dopo un periodo complessivo di circa tre settimane, hanno origine gli esemplari adulti. Le prime tre fasi di vita della zanzara (uova, larva e pupa) avvengono in ambiente acquatico; la quarta fase, quella della maturità sessuale, si svolge invece nell'aria. Condizioni di caldo umido, tipiche delle nostre zone, rendono la proliferazione molto più intensa: l'intero ciclo vitale, mediamente, si svolge in 2-3 settimane, ma nel periodo più caldo possono bastare 10 giorni.
Dopo l'uscita dall'acqua, l'insetto adulto è già pronto per pungere e si accoppia entro 48-72 ore. Esaurita la propria funzione riproduttiva, il maschio sopravvivrà solo pochi giorni. La vita media di una zanzara tigre è di circa 3-4 settimane e si svolge in un raggio di poche centinaia di metri dal focolaio di nascita. L'adulto vola lentamente non superando quasi mai il metro d'altezza e solo in pochi casi riesce a raggiungere i piani alti dei palazzi. Il suo modo di volare, lento e impreciso, non le garantisce una grande capacità di spostamento; solo con vento favorevole o sfruttando mezzi di trasporto riesce a raggiungere distanze elevate.
A pungere è solo la zanzara femmina, che per maturare le uova contenute nel suo addome richiede proteine presenti nel sangue umano e in quello di alcuni animali. La zanzara riconosce le sue prede dall'odore di alcune sostanze emesse dal loro corpo, come anidride carbonica, acido lattico e sudore. E' inoltre particolarmente attratta dagli indumenti di colore scuro.
Per limitare la riproduzione della zanzara tigre è essenziale la prevenzione, che deve essere attuata con l'impegno di ogni cittadino.
Mentre gli insetticidi sono efficaci nei confronti degli insetti adulti, a scopo preventivo possono essere adottati alcuni semplici accorgimenti, come:
  • Svuotare bidoni e contenitori d'acqua.
    Vasche, cisterne, bidoni per l'irrigazione vanno svuotati e coperti accuratamente, per non permettere alle zanzare di raggiungere l'acqua e riprodursi.
  • Eliminare le raccolte d'acqua.
    Qualsiasi recipiente inutilizzato predisposto alla raccolta d'acqua va tenuto al riparo perché può diventare incubatrice per le uova e favorire lo sviluppo delle larve.
  • Evitare i ristagni.
    Dopo ogni pioggia o annaffiatura, svuotare tutti i contenitori ed evitare di accatastare all'aperto materiali, teli di plastica e oggetti nei quali si possa accumulare l'acqua.
  • Coprire i contenitori d'acqua.
    Utilizzare zanzariere o teli di plastica (senza creare avvallamenti) per coprire e isolare i piccoli contenitori d'acqua inamovibili quali vasche, bidoni, fusti per l'irrigazione.
  • Usare prodotti larvicidi.
    Nei ristagni d'acqua non rimovibili e non isolabili introdurre settimanalmente da maggio a ottobre prodotti larvicidi acquistabili in farmacia (per gli insetti adulti usare un comune insetticida).
  • Controllare le grondaie.
    E' importante accertarsi che scarichino perfettamente perché possono diventare anch'esse un ricettacolo di larve di zanzara. Pulirle regolarmente per favorire il deflusso delle acque.
  • Rimuovere la vegetazione spontanea.
    Eliminare la vegetazione che può nascondere i piccoli focolai di zanzara tigre. Chiudere inoltre le cavità presenti sugli alberi che possono raccogliere acqua.
  • Pulire i tombini.
    Prima dell'inizio dei trattamenti larvicidi, almeno una volta l’anno, eliminare i detriti accumulati nei tombini di raccolta d'acqua piovana.
    I trattamenti sono così più efficaci.
  • Eliminare i sottovasi.
    Se non è possibile eliminarli non lasciare acqua nei sottovasi in giardino o negli innaffiatoi. Rovesciarli completamente una volta la settimana o inserire nel sottovaso fili di rame.
  • Introdurre pesci rossi.
    Il pesce rosso è un ottimo predatore di larve di zanzara tigre.
    Basta introdurlo nelle vasche ornamentali di giardini e aree pubbliche.

Che cosa fare se punti

  • Le punture di zanzara tigre possono causare gonfiori e pomfi pruriginosi di un certo rilievo, a volte accompagnati da dolore e rossore. Gli accorgimenti sono gli stessi che si adottano per la puntura della zanzara nostrana, vale a dire:
  • Applicare un impacco con acqua fredda o ghiaccio per rallentare l'assorbimento del veleno e alleviare il dolore (il ghiaccio non va messo a diretto contatto della pelle).  Il prurito e la reazione infiammatoria possono essere controllati con una crema a base di idrocortisone, di libera vendita in farmacia e da impiegare secondo le istruzioni.

Rivolgersi al medico

  • Quando i provvedimenti sopra descritti non sono di aiuto e i sintomi conseguenti alla puntura di un insetto sono ancora presenti dopo 2-3 giorni.
  • Se compaiono i segni di un’infezione, che va sospettata quando l'area interessata si arrossa, diventa calda e gonfia e si ha febbre.

Nuvolera. 23 maggio 2010

Dr. Ernesto Giacò
Assessore Sanità, Igiene, Servizi alla Persona
Rapporti Istituzionali con Enti Vari, Personale
Membro C. di A. Azienda Speciale Consortile ambito 3 – Brescia est

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